Andando la formica alla ventura
Giunse dove era un teschio di cavallo,
Il qual le parve senza verun fallo
Un palazzo Real con belle mura:
E quanto più cercava sua misura
Sì gli parea più chiaro, che Cristallo,
E sì diceva, egli è più bello stallo,
Ch'al mondo mai trovasse creatura.
Ma pur quando si fu molto aggirata
Di mangiare le venne gran disio;
E non trovando ella si fu turbata;
E diceva, egli è pur meglio che io
Ritorni al buco, dove sono usata,
Che morte aver, però mi vo con Dio:
Così vogli dir io
La stanza è bella, avendoci vivanda,
Ma qui non è, s'alcun non ce ne manda.