Amico; io mi partì' non meno offeso,
Che tu della tua propria passione;
Dubitando poter esser cagione
Per volerne piacer, disagio ho preso.
E per in parte alleviar tuo peso,
Che tutto a torlo via non è ragione;
Rimbrotti, bizzarrie, mugli, e quistione
Sian teco sempre nel carico acceso,
E però in tutte cose impaziente,
Fa traboccar all'appetito il sacco,
Viver sempre lascivo, e 'ncontinente;
Agresto, Aceto, Vino, e frutte a sbacco
In ogni cibo e continuamente,
Nondimen non lasciar l'uso di Ciacco;
Seguir Venere, e Bacco
T'ingegna, quando sei dal duolo afflitto
Con cioncar malvagìa, e chiavar ritto.