Beo d'un vino a pasto, che par colla,
E tien di muffa, e sa di riscaldato;
E parmi con Assenzio temperato,
Con fiele, e rabbia, e sugo di cipolla:
Dentro vi metto il pane, e non s'immolla,
E sta dall'acqua tutto separato;
E così nel bicchier sendo ghiacciato,
Tu puoi ben dimenar, che non si crolla:
E dopo questo, i' beo d'un sì tristo,
Che non sarebbe buono a lavar tigna;
Per certo egli è un fino Cacciacristo.
Staccio non passerebbe, né stamigna,
Tanto è morchioso, e colla feccia misto,
Sciloppo mi par ber, ma non di vigna:
Chi ne bee, non ghigna;
Che gli è ciprigno, e cerboneca fina;
Chiudendo gli occhi, mi par medicina.