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1404–1449

CLXXIII

Domenico di Giovanni

Fratel, se tu vedesti questa gente Passar per Banchi tutti sgominati; Con visi gialli, magri, affumicati, Diresti, dell'andare ognun si pente:

Le panche suonan sì terribilmente, Com'eglin son dal Ponte in giù passati; E hanno cera, come d'impiccati; Né 'n piè, né 'n dosso, né 'n capo niente:

Le coste annoverresti in sul coiame A' lor cavalli; e le lor selle rotte Hanno ripiene di paglia, e di strame; Sì si vergognan, che passan di notte;

E tutti s'inginocchian per la fame, Trottando, e saltellando come Botte; E le loro Arme rotte; Hanno lasciato là, fino alle spade;

Stan cheti come il cul, quando si rade.

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