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1404–1449

CLXV

Domenico di Giovanni

Oh umil popol mio, tu non t'avvedi Di questo iniquo, e perfido Tiranno, Quant'aspramente con sua forza, e 'nganno Tien nostra Signoria sotto a' suoi piedi,

O trionfal già Signoria! or siedi Bassa; al presente per tua verga, e scanno Levati presto il tuo, e 'l nostro danno, Vendica il fior gentil, stato richiedi.

Per costui ti verrà di dì in dì meno La forza, e 'l senno; e del tuo gran tesoro Ti vota sempre, ed empie a Marco il seno. Costui becca il suo nido; e fra costoro

È or Colombo; e dopo il gozzo pieno Diventerà Falcon marino, e soro. Giunto è già il Bucintoro A Chioggia per levar lui, e' suoi Medici,

Sicché prudentemente omai provvedici. E 'l nostro aiuto chiedici, Che sarà vero alfin quel ch'io ti scrivo, Noi piglierem la preda, e 'l Lupo vivo;

Con corona d'Ulivo Coroneremo la testa di Marzocco, C'ha 'l Cercin'or di Niccolò di Cocco.

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