Apro la bocca secondo i bocconi,
E s'io non posso aver del pesce grosso,
Io mangio del minuto, c'ha men'osso,
Toccando mona Menta co i bastoni;
Talor quel Dipintor, co' suoi prigioni,
Che niun per povertà fu mai riscosso,
Quando quel calzolaio, il me' ch'io posso,
Salgo con pena quaransei scaglioni.
E alle volte un micolin di Muggine,
Ch'a un bollor nel pentolin si sgretola
Lustra di fuori, e dentro è pien di ruggine.
Scipito è più, che pastinaca, o bietola,
E per trarlo tra' denti, e le capruggine
Convien ch'io lo scardassi con la setola.
Da Legnaia, e Peretola
Mangio l'Anguille, e dal Galluzzo, e Portico,
Che son più tener, quanto più le scortico.