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1404–1449

CLXIII

Domenico di Giovanni

Apro la bocca secondo i bocconi, E s'io non posso aver del pesce grosso, Io mangio del minuto, c'ha men'osso, Toccando mona Menta co i bastoni;

Talor quel Dipintor, co' suoi prigioni, Che niun per povertà fu mai riscosso, Quando quel calzolaio, il me' ch'io posso, Salgo con pena quaransei scaglioni.

E alle volte un micolin di Muggine, Ch'a un bollor nel pentolin si sgretola Lustra di fuori, e dentro è pien di ruggine. Scipito è più, che pastinaca, o bietola,

E per trarlo tra' denti, e le capruggine Convien ch'io lo scardassi con la setola. Da Legnaia, e Peretola Mangio l'Anguille, e dal Galluzzo, e Portico,

Che son più tener, quanto più le scortico.

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