Signori, in questa ferrea graticola
Lo stentar tanto a torto mi rincresce:
L'ardente vertù manca, e 'l popol cresce,
Onde si fan le parti di formicola:
Bacco già lava i piedi ad ogni Agricola,
E 'l condotto ci muffa: e sol si mesce
La vena, che nutrica il nostro pesce,
Che beendone gli esce per l'auricola.
Io fui in cento lire condennato,
Per voler insegnar cantar la Zolfa
Per madre a un minor fratel di Cristo.
Poi di dugento bando mi fu dato
Per una landra da Frati Criolfa,
Per odio, e 'nvidia d'un geloso tristo;
Che disse avermi visto,
Con la scala di notte a lei furare
Due cuffie poste al buio a rasciugare.