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1404–1449

CLVII

Domenico di Giovanni

Questi c'hanno studiato il Pecorone, Coroniangli di foglie di radice; Poiché son giunti al tempo lor felice, E facciasi per man di Guasparrone.

Il primo sia Anselmo Calderone, Che non scrive mai senza la vernice; Costui esser ben dotto in ciò mi dice, E che fece di Lucca la canzone.

L'altro sarà Giovanni mio da Prato, Che l'apparò insieme col Vannino In Atene, ove a studio fu mandato; E si chiamò in battaglia l'Acquatino,

Così è degno d'esser coronato: E poi pel più antico Baiardino, Facciasi in San Martino Dal Pisanello il dì di San Brancazio;

E vedrà poi de' Diavoli che strazio.

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