Questi c'hanno studiato il Pecorone,
Coroniangli di foglie di radice;
Poiché son giunti al tempo lor felice,
E facciasi per man di Guasparrone.
Il primo sia Anselmo Calderone,
Che non scrive mai senza la vernice;
Costui esser ben dotto in ciò mi dice,
E che fece di Lucca la canzone.
L'altro sarà Giovanni mio da Prato,
Che l'apparò insieme col Vannino
In Atene, ove a studio fu mandato;
E si chiamò in battaglia l'Acquatino,
Così è degno d'esser coronato:
E poi pel più antico Baiardino,
Facciasi in San Martino
Dal Pisanello il dì di San Brancazio;
E vedrà poi de' Diavoli che strazio.