Son diventato in questa malattia,
Come un graticcio da seccar lasagne;
L'un viso agro sospira, e l'altro piagne
Sì son duro in sul far la cortesia.
Sento cadermi, andando per la via,
Le polpe dietro giù nelle calcagne,
E le ginocchia paian due castagne
Sì son ben magre, da far gelerìa;
Fuoco ho il fegato, e diaccio la sirocchia,
Tosso, sputo, anso, e sento di magrana;
E 'n corpo mi gorgoglia una ranocchia.
Cresciuta m'è un palmo la fagiana,
E scemato un sommesso la pannocchia,
Nol trovo, essi smarrito infra la lana;
Non mi dà più mattana;
Erbolaio è, non istrologa piùe,
E pisciomi fra i peli, come il bue.