Ir possa in sul trionfo de' tanagli,
Com'andò Pier del Cappellina a Quinto,
Con viso acerbo, dibucciato, e tinto,
Che mai baciar non volle quel de gli Agli.
E poi squartato a code di cavagli,
Chi m'ha nel fallo di Cassandro intinto:
E poi l'abbi Minosso in suo procinto,
E Setanasso a oncia, a oncia il tagli.
Poi sia fonduto come argento, od oro
Gittato in forma, e torni sua sembianza,
E poi ritorni a simile martoro.
Così eterna sia per lui la danza;
E i carbon, che lo strugghin, sien coloro,
C'hanno creduto ciò per ignoranza;
Se 'l caso è d'importanza?
Ch'ancor non sarei vendico, né sazio
Veggendo ben questo crudele strazio.