La velenosa coda di Scorpione,
Per cui Fetonte abbandonò li freni
De' celesti, e veloci palafreni,
Sì che 'l Ciel n'arse in ogni regione;
M'ha morso il cor nel petto di Catone,
Né trovo mal, che 'l mio sdegno raffreni;
Così Cupido gli amorosi beni
Fece gustare all'ingrato Giasone.
Più volte ho lagrimato di dolcezza
D'uno starnuto, e preso tal conforto,
Che Dario non fe' mai di sua ricchezza.
O cieca mente, ch'a così gran torto
Mi scurasti la luce, ond'era avvezza
L'alma felice in chiaro, e torbo porto.
S'io fussi stato accorto,
Io avrei comperato da ser Ago
Quattro carati d'alito di Drago.