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1404–1449

CCXXXVIII

Domenico di Giovanni

Io piglierò pe' pellicin il sacco, E scuoterò sì le costure, e 'l fondo, Ch'i' so che n'uscirà farina un mondo; E' suol saper trovar le starne il bracco:

Al tuo goffo buffon darò del macco Che più l'O di Giotto mi par tondo, E da qui innanzi più non gli rispondo, Per non gittar le margarite al ciacco.

E sapere' pur ben tenerti a loggia Guazzando il cul in fuor con la Palandra Con tante Muse, e con sì lunga foggia; Ed anche so, che sia la Salamandra,

Che l'ho veduto con molti altri a Chioggia, E canterò, che non fu mai Calandra; E non sarò Cassandra: Però non ti fidar del Messeratico

Che gli è già manomesso il buffonatico. E viene aloè patico, E non c'è vin da parto, o da Quaresima, E son restato al fonte, ove si cresima.

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