Io piglierò pe' pellicin il sacco,
E scuoterò sì le costure, e 'l fondo,
Ch'i' so che n'uscirà farina un mondo;
E' suol saper trovar le starne il bracco:
Al tuo goffo buffon darò del macco
Che più l'O di Giotto mi par tondo,
E da qui innanzi più non gli rispondo,
Per non gittar le margarite al ciacco.
E sapere' pur ben tenerti a loggia
Guazzando il cul in fuor con la Palandra
Con tante Muse, e con sì lunga foggia;
Ed anche so, che sia la Salamandra,
Che l'ho veduto con molti altri a Chioggia,
E canterò, che non fu mai Calandra;
E non sarò Cassandra:
Però non ti fidar del Messeratico
Che gli è già manomesso il buffonatico.
E viene aloè patico,
E non c'è vin da parto, o da Quaresima,
E son restato al fonte, ove si cresima.