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1404–1449

CCXXVIII

Domenico di Giovanni

Io ho il mio cul sì avvezzo e costumato, Che quando vuo' cacar non lo sto a chiedere, Il corpo non potrìa tanto comedere, Come richiede il tempo stagionato.

E ho il budel sì netto, e delicato, Che a tutte l'ore lo vado a richiedere: E non mi fa bisogno troppo cedere: Che fa di quel che pute in ogni lato.

Orinali, né ampolle, né bicchieri, Di sopposta, o cristieri e' non mi cale, Del mio medicinar ch'io fe' l'altr'ieri. Se lo Speziale, e 'l mastro fusse tale,

Com'io vorrei; non mi darei un poco Acciò che tutti fussino in un fuoco. Or eccoti un bel giuoco Di tanti quanti voglin medicare,

E poi un peto non san far restare.

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