Io ho il mio cul sì avvezzo e costumato,
Che quando vuo' cacar non lo sto a chiedere,
Il corpo non potrìa tanto comedere,
Come richiede il tempo stagionato.
E ho il budel sì netto, e delicato,
Che a tutte l'ore lo vado a richiedere:
E non mi fa bisogno troppo cedere:
Che fa di quel che pute in ogni lato.
Orinali, né ampolle, né bicchieri,
Di sopposta, o cristieri e' non mi cale,
Del mio medicinar ch'io fe' l'altr'ieri.
Se lo Speziale, e 'l mastro fusse tale,
Com'io vorrei; non mi darei un poco
Acciò che tutti fussino in un fuoco.
Or eccoti un bel giuoco
Di tanti quanti voglin medicare,
E poi un peto non san far restare.