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1404–1449

CCXXIX

Domenico di Giovanni

Io porto indosso un così stran mantello, Che mai barbier v'affilerìa rasoio, E servirebbe per iscotitoio, Sicch'io sto involto, come un fegatello.

Le calze, e 'l gonnellino, e 'l giubberello Han più buchi ch'un vaglio, o colatoio; Sarò portato un giorno in Ballatoio, A far qualche letizia per Panello.

A dormire ho gran sonno, e dormo sodo, Che la coltrice mai non può cullare: Sicché giudica tu s'io stento, o godo. A più che cento bocche i' do mangiare:

Così la notte, e 'l dì cerco s'io trovo Di quel, che forse non vorrei trovare: Io vi dico Compare, S'io non sono aiutato dall'amico;

Io starò peggio assai ch'io non vi dico.

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