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1404–1449

CCXVII

Domenico di Giovanni

Mariotto, io squadro pur questa tua gioia, Recandomi la madre ne i pensieri, Ch'un omaccin caduto par da i ceri O viso d'un fattor, che pesti quoia;

Con quel suo soggettin, che m'è sì a noia Pare un Procurator di Monasteri; Tal che Cogosso co i suoi sguardi fieri, Oggi vivendo perderia la foia:

Vedilo andar, che par delle librettine, Col Collo torto strabuzzando gli occhi, A guisa d'uom, che metta lana in pettine: Per Dio ti prego più non vi balocchi,

E questo tuo pensier omai dimettine, Perch'è già fatta carne da pidocchi: Non che pensier mi tocchi, Che non cambierei lui per lo mio Giudice,

Avvenga ch'abbia un po' le tempie sudice.

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