Ècci venuto un suffrittaio da Siena,
E dice, che le Muse a Fonte Beccia
Aspettan tutte il tuo Buffon da feccia
Per coronarlo d'una pergamena.
E dice un nostro ghielfo, che giel mena,
E sempre lo fa por sotto a l'altreccia,
Per certo io 'l troverò qua in Vacchereccia,
Che sia travaglio un gli rispose a pena;
Guarda, che Befanìa, non ti ritrovi
Quando tu pari un di questi Prelati
Poccioso, e largo, com'Ocon che covi
In sedia, e innanzi que' provigionati,
Contra de' quali sempre leggi, e 'nganni
Trovi, e mai vuoi dar loro, se non gl'Ingati,
Che sempre son vietati
Per tutto i Bolognini, e gli Ancontani,
Ma que' grosson gli ciuffi con due mani:
Deh serbiamo a domani
Qualche reliquia a desinare, o sciolvere,
Che ancor i' non t'ho ben scosso la polvere.