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1404–1449

CCXL

Domenico di Giovanni

Ècci venuto un suffrittaio da Siena, E dice, che le Muse a Fonte Beccia Aspettan tutte il tuo Buffon da feccia Per coronarlo d'una pergamena.

E dice un nostro ghielfo, che giel mena, E sempre lo fa por sotto a l'altreccia, Per certo io 'l troverò qua in Vacchereccia, Che sia travaglio un gli rispose a pena;

Guarda, che Befanìa, non ti ritrovi Quando tu pari un di questi Prelati Poccioso, e largo, com'Ocon che covi In sedia, e innanzi que' provigionati,

Contra de' quali sempre leggi, e 'nganni Trovi, e mai vuoi dar loro, se non gl'Ingati, Che sempre son vietati Per tutto i Bolognini, e gli Ancontani,

Ma que' grosson gli ciuffi con due mani: Deh serbiamo a domani Qualche reliquia a desinare, o sciolvere, Che ancor i' non t'ho ben scosso la polvere.

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