Rosel, ben m'hai schernito, e vilipeso
Per tutti i nostri paesi Etiopi;
Sicché convien ch'io ti miteri, e scopi
D'altre vergogne tue di maggior peso:
Carretton vetturin, bolso, e rappreso,
Or senza cassia, pillole, e scilopi
Cacar ti farò stronzoli senopi,
E duri sì, che 'l cul parratti acceso:
La canapa per te già si maciulla
Per pettinarla, e poi filar sottile
Con tempo, e agio, studio, e diligenza:
Una Quercia si taglia, alta, e gentile,
Pulita, e tonda per forca ridulla,
Per impiccarvi su la tua presenza;
E per far reverenza
Al Cavalier, che ti sia tosto al lato,
Sarai lasciato a culo ignudo alzato.