Skip to content
1404–1449

CCXIV

Domenico di Giovanni

Rosel, ben m'hai schernito, e vilipeso Per tutti i nostri paesi Etiopi; Sicché convien ch'io ti miteri, e scopi D'altre vergogne tue di maggior peso:

Carretton vetturin, bolso, e rappreso, Or senza cassia, pillole, e scilopi Cacar ti farò stronzoli senopi, E duri sì, che 'l cul parratti acceso:

La canapa per te già si maciulla Per pettinarla, e poi filar sottile Con tempo, e agio, studio, e diligenza: Una Quercia si taglia, alta, e gentile,

Pulita, e tonda per forca ridulla, Per impiccarvi su la tua presenza; E per far reverenza Al Cavalier, che ti sia tosto al lato,

Sarai lasciato a culo ignudo alzato.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
CCXIV · Domenico di Giovanni · Poetry Cove