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1404–1449

CCXII

Domenico di Giovanni

Io ti mando un tizzon, Rosello, acceso, E quattro some d'Asino di scopi; Sicché ben tosto ti verranno a uopi, Che per publico frodo sarai preso:

A furia a far falò n'andrai di peso, Per malefici commessi in gran copi; Per usurario ancor, se non ti spropri Del Giudeo interesso sopra preso:

Per tutti i mali, e massime la frulla Così arsiccio a strazio, e pregio vile Sarai gittato in Arno per sentenza: Muti sien per te Preti, e Campanile,

E 'l Gola, che 'n Diacceto si trastulla, È scioperato, e godesi a credenza: Alcuna violenza Non ti faranno i pesci, o schericato,

Perché non mangian di scommunicato.

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