Sempre si dice che un fa male a cento,
Benché a me non par che sia dovuto
Per un inganno che ho riceuto,
Seguir intendo tale ordinamento.
Prestaili un libro, onde molto mi pento,
E quando pur assai l'ebbe tenuto,
Lui si provò che me l'avea renduto
Onde convenne a me starmi contento:
Perciò nessun mi chieggia più in prestanza,
Acciò che non mi avvenga, come suole,
Che perda il libro, come l'amistanza:
Ma se Amico alcun forzar mi vuole,
Arrechimi sì fatta ricordanza,
Che facci stare in piè le sue parole:
Non vuo' che senza scuole
Nessuno impari più alle mie spese,
Che sia Villan, laddove fui cortese.