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1404–1449

CCVIII

Domenico di Giovanni

Fiorentin mio, deh fuggitene al letto, Non vegliar più al vento alla finestra; Fasciati il capo, e fatti una minestra; Credi a Burchiel, tu hai un gran difetto.

Un proprio segno d'esser ciò m'è detto, Che sei più giallo, che fior di Ginestra; Non ir più uccellando alla forestra, Ritrati omai, e scigniti il fiaschetto.

Dissemi un sordo, che gli disse un muto, Che tu atterri un porco così bene, Che 'n Culavria non fora mai creduto. E sempre il fiedi dietro nelle rene,

E collo spiedo tuo fiero, e pinzuto Gli rompi, e sfasci il fondo delle schiene. Lasso, se un dì avviene, Ch'un porco t'esca addosso de' lacciuoli,

Chi pascerà mai tanti tuoi figliuoli?

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