Rosel mio caro, o cherica appostolica,
Il pivo tuo tornò l'altr'ier da Napoli,
Sì che abbi i tuoi pensier disciolti, e scapoli
Dalla fornicazion ver lui diabolica.
Che ciò non pate l'onestà cattolica,
Meschino a te; deh non aver più il capo lì;
Saratti onor, se non vi ti raccapoli,
Che questo vizio sotterra ti corica:
Lascia i capretti, e piglia delle lepri,
Se non vuoi fare un dì fumo, e baldoria
D'odorifera stipa di Ginepri:
Oh doloroso! questa è l'altra storia,
Che mai da' Monasteri non ti sepri,
E con Monache stai in berta, e 'n gloria.
Intero vai per boria,
Sendo in Firenze sol d'Eugenio Cherico,
Vai, per savio parer, turbo, e collerico.