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1404–1449

CCLXXVIII

Domenico di Giovanni

Quella Ariadne, che 'l crudel Teseo Lasciò sull'Isoletta addormentata Quando in Atene fece ritornata A Vele nere, onde morette Egeo;

Quella che ruppe la fede a Sicheo Niun'altra mai così fu sconsolata, Sentendosi ciascuna abbandonata, Ancor la figlia dello Re Cineo,

Onde Ercole morì, che tanto ardire, E somma forza mostrò per lo mondo, Come si trova in molto savio dire; Pur m'hai lasciato car Marito in fondo;

Più sento che costor maggior martire Per la forza maggiore, e grave pondo; Più di lagrime abondo Se non sai presto da me ritornata

Per farmi di tua vista consolata.

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CCLXXVIII · Domenico di Giovanni · Poetry Cove