Quella Ariadne, che 'l crudel Teseo
Lasciò sull'Isoletta addormentata
Quando in Atene fece ritornata
A Vele nere, onde morette Egeo;
Quella che ruppe la fede a Sicheo
Niun'altra mai così fu sconsolata,
Sentendosi ciascuna abbandonata,
Ancor la figlia dello Re Cineo,
Onde Ercole morì, che tanto ardire,
E somma forza mostrò per lo mondo,
Come si trova in molto savio dire;
Pur m'hai lasciato car Marito in fondo;
Più sento che costor maggior martire
Per la forza maggiore, e grave pondo;
Più di lagrime abondo
Se non sai presto da me ritornata
Per farmi di tua vista consolata.