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1404–1449

CCLXXVII

Domenico di Giovanni

Suole ai sublimi ingegni addivenire Qual si fa il ferro usitato, e costretto, Con prose, metro, rime, e con Sonetto, Trapassando fuggir l'ozio, e il dormire:

Però che nell'avversità languire Non rende mai al viril Uomo diletto, Ma prova il viro savio con effetto, Che l'Oro fa il gran fuoco più affinire.

Destati omai, il tuo petto scintilla, Cantando passa l'ozio appoco, appoco, Ch'io senta riscaldar di una favilla: Mio basso ingegno, e canto frale, e roco

Seguendoti qual fossi la Sibilla So che 'l mio basso stil a te si è un gioco.

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