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1404–1449

CCLXVI

Domenico di Giovanni

Io veggio il Mondo tutto arretrosito, Che chi de' dar, domanda a chi de' avere, E chi promette non vuole ottenere, Colui che offende accusa poi il ferito.

Prosciolto è il ladro, e 'l giusto è poi punito. E 'l tradimento tiensi un più sapere, Così inganna l'un l'altro a più potere, E chi fa peggio, ha miglior partito.

Veggio che 'l Padre dal Figliuol si parte, E l'un fratel coll'altro si percuote Non val senza amistà ragione, od arte. Adunque la sua parte si riscuote,

A chi me' di tradimento sa far l'arte, E mai ci nocque quel che poco puote. Ma sì torbide note Converrà che si purghi con ragione,

Beato a chi non sia mestier sapone.

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