Di darmi tante lodi omai scivic,
Ch'i ho mestier d'ingegni che mi scorgan,
E che dottrina in carità mi porgan,
E d'un miglior ben dir, che tu non spric.
Tutto il dì fan con ferri tach, e tic,
Perché molti sospir dal cor mi sgorgan
Quivi par che con acqua i fonti sorgan
Avendomi fortuna dato huic.
E come Furo mitriato in gogna
Veggendomi sì sotto a vil matricola
Col viso vo per ischivar vergogna.
Quel che Boezio chiuso alla graticola
Ebbe sì lungamente mi bisogna
Quando di sdegno il petto mi formicola.