Sabato Tessa ci fu mona sera
Con un gran macherin di catinoni
E quattro vini pien di buon fiasconi,
E di guaste pignatte una gran pera.
Mona matassa una tomassa nera
Per far zamare pippiastri, e polloni
Gran quantità di cappani, e fagioni,
Se ingentar Casa allumata di cera.
Poi quarne, e staglie ciascun acciuffare
Di pian grattati, e di nebbi montani,
Spilli bottando Sagun albognare.
E non han villoron com'astetani
Di vian gratagio un figliaccian armare
Tutti lavaron a mangiar le mani.
Che paiano sciorani
Che fiutan volentier le magellette
Scarpando il pan insino alle tronchette.