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1404–1449

CCLX

Domenico di Giovanni

Posto m'ho in cuor di dir ciò che m'avviene, Ed e' si sia di chi si vuol l'affanno, Ed a chi arriva mal se n'abbia il danno, E 'l pro sia di colui, cu' arriva bene.

E s'io avessi, o allegrezza, o pene, E io me l'abbia; s'io ricevo inganno I' me 'l riceva; e così d'anno in anno Guidarmi infin che vita mi sostiene.

E s'io mutassi stato, ed io me 'l muti, E io mi sia se sono altrui a noia, E chi sì mi rifiuta, mi rifiuti. E io mi perda, s'io perda ogni gioia;

Chi non mi vuole atare, non mi aiuti, Se morir mi conviene, e io mi muoia; Se la terra ha le cuoia, Ella se l'abbia: ma l'anima mia

Di Dio, che me la die', priego che sia.

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