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1404–1449

CCIII

Domenico di Giovanni

Dimmi Albizotto, doppo la salute, Per che cagion, come 'l Mellon è nato Si volge indietro; e poi per qual peccato, Le zucche grosse nascono scrignute?

Ancor mi di'; per ché cagion ci pute L'acqua del Mare, send'egli insalato? Che veramente s'io non sono errato, Natura manca qui di sua virtute.

E più l'animo mio forte sospetta, Ond'han tanta arroganza i pipistrelli, D'andar la notte fuor senza bulletta? E s'a mezzo Gennaio i fegatelli

Volessino ire al bagno alla Porretta, Si disdirrebbe andandovi in guarnelli? E perché i Giubberelli Han pieno il petto, e son vote le reni,

E i granchi in quintadecima son pieni? E per i dì sereni L'Anitra non pazzeggi; e sol favelli Pappagal, Pica, e Storno fra gli Uccelli?

Il tuo Antonio Martelli M'ha comandato questo; ed io ti priego, Che di risposta non mi facci niego.

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