Messer Anselmo; ei non è mia magagna,
Né mi tengo sì alto aver la testa;
Che chi mi scrive con sustanza presta
La man non porga graziosa, e magna:
Se pur di ciò alcun di me si lagna,
Son genti, che mi danno pur molesta,
Scrivendomi lor sogni: onde a sol questa
Turba plebea, lo mio 'nchiostro stagna.
Ma ringraziando tua loda sublima,
Uomo degno di tal cavalleria,
Non merta tanto onor mio basso clima.
E quando alcun commendi, guarda pria
Suo proprio stato; e non lo por più in cima,
Né 'n più alto seggio di quel, ch'e' si sia:
Farei gran villania,
Non rispondendo a te, che certo sono,
Non sei degli ignoranti, ch'io ragiono.