Skip to content
1404–1449

CCCXXXV

Domenico di Giovanni

La Mula bianca, che tu m'hai mandata, Mi par che l'andar suo senta di gotte; Va sempre saltellon come le botte, È cieca, magra, vecchia, e mal trattata;

Per sua disgrazia, un qua l'ha cavalcata, Ed hagli tutte le natiche rotte; Halla accusata a gli Ufizial di notte, Ed avvela trovata tamburata.

Io non posso con essa andare a spasso, Che i corbi me la beccan per la via; La pelle è fatta come un alto, e basso. Tutti quanto gli spron di Lombardia

Non la potrebbon far muovere un passo, Tant'è infigarda, viziata, e restia: Ho questa fantasia Che camminando, avendo al cul la briglia,

Andrebbe indietro il dì sessanta miglia; Pel prezzo te la piglia, E mandaci a ricontro due cavagli, Ch'almen la pelle ci serva a far vagli.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
CCCXXXV · Domenico di Giovanni · Poetry Cove