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1404–1449

CCCXXVIII

Domenico di Giovanni

Sappi, ch'io sono, amico, concio in modo, Che non ne mangerebbon le Cornacchie; Mogliema, ch'è peggior delle Mulacchie, Risponde al mughiar mio, ch'io pago il frodo.

E quando vede ben, ch'io più mi rodo, Dice chiam'or le vecchie, e le poltracchie, Vedi che pur si scuopron vostre macchie De' vostri inganni? o domine vi lodo.

Grattandomi mi vai la masserizia, Che qual tu debbi credere era in punto, E dissi, ecco 'l ristor di mia tristizia; Ma ella: va, che i cani t'han pur giunto;

Perch'io risposi: al tempo di dovizia Tu ne portasti l'olio, il grasso, e l'unto: Ella: ed altri t'ha munto: Or questionam, si possa far per legge,

Se olio non ho, pagarla di correggie.

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