Se 'l mal vissuto, viziato, e lascivo,
Le cui virtù condusse a far morillo,
E lo 'nfamare 'l Bicci rimedillo
Come ben seppe ordinare il cattivo;
Avessi un pien San Giovanni inter vivo
D'oro coniato, e del Guelfo sigillo,
Non me ne mostrerebbe un tristo frillo,
La gola sel godrebbe, i dadi, e 'l pivo.
Se del padre a Niccola io son sì scosso
Costì gli persi, quando fui distrutto
Dagli Amicozzi di quel viso rosso.
Se poi si regna in me il vizio brutto,
Come tu scrivi, e di', che io non posso
Servir ad altri, e 'l voler loro in tutto;
Il mondo oggi è costrutto
Di quel, che fe' già 'l Re sopra i Cantori,
E di brache del sangue de' Tintori.