O Voi ch'entrate dentro a questo chiostro,
Se i miseri abitanti guarderete
Con gli occhi della mente, voi direte,
Che non è alcun dolor simile al nostro.
Siamo in calamità, ch'ora v'è mostro,
A patir caldo, fame, freddo, e sete,
E liberi già fummo, come siete,
E non ci pesa dello stato vostro.
Ma ben preghian che 'n voi pietà s'accenda
A porger prieghi al sommo Creatore,
Che nostra libertà tosto ci renda,
E per carità vostra, atto d'amore,
Ciascun di voi la man pietosa stenda
A farci della borsa alcun favore:
Deh fatel per onore,
Che Dio in cento più mesto ne rende
A chi per i suoi poveri gli spende.