Io vuo' che sappi, ov'io sono arrivato,
Bontà della mia mente trista, e chioccia,
Acqua non posso aver se non per doccia,
Né aver lo Sole, se non è scacato.
Non posso aver pan se non desperato,
Se io ebbi mai piacer, il mal mi noccia,
La casa mia ha sì doppia la boccia,
Non ho pensier dal Lupo esser mangiato.
Io imbotto il vino giù senza bicchiere
Ad uno arpion ch'i' 'l vo' per un coiaio,
Che 'l trementin sie meglio al mio parere,
Secondo che mi dice un galigaio;
Com'io sto adagio omai il puoi sapere,
E Dio amoroso mi dia pace, e gaio,
E con festa, e con maio;
Mosche, e Zenzar di Gennaio ci ho trovate,
Tu de' pensar quel che si fa di state.