Quanto la vita mia sia dura, e amara,
S'i'avessi cento lingue non saprei
Narrar tutti gli affanni, e dolor miei,
E 'l perdere dell'Alma, ch'è sì cara.
La voglia di godere è tanto avara,
Che viver con virtù io non saprei,
Se non fosse l'aiuto di Colei,
Che i mie' crudi accidenti sempre para.
I' mi trovo distrutto dell'avere
Per lo vizioso giuoco di Melinto;
E Cristo, e i Santi messi in non calere,
Il corpo n'è sì stanco, lasso, e vinto,
Che 'n vita più no 'l posso sostenere,
Benché nel viso lo porti dipinto;
Che mai non ebbi vinto,
Che la ragione mi stesse del pari,
Arei più caro il morir, che i danari.