Che hanno fatto al Dio d'Amor le gatte
Nell'antimarzo, che un furor l'assale
Tanto rabbioso, cocente, e bestiale,
Che 'l figliuol bravo la madre combatte;
Sgraffiandosi, e mordendosi qual matte
Or si volgon per tetti, or per le scale
Con urla, e sgrida dolorose, quale
Verro ferito, che strame si batte;
Per quello ancor le Simie, Cani, e Galli
Gli Asini, i Cervi, e Buoi, Idre, e Conigli,
E Gufi, e Lusignoli, e Pappagalli,
Fanno gran Zuffe di becchi, e d'artigli,
Orsi, Lion, Lupi, Tigre, e Cavalli
Con ringhi, morsi, singhiozzi, e sbavigli.
E le Serve, e i Famigli
Con molte amiche, e drude di Priapo,
Giostrando a vela tonda, e gambe in capo.