Skip to content
1404–1449

CCCII

Domenico di Giovanni

Io vidi un dì nel Serpilongo un fosso Cosa non forse mai più vista a Roma, E vidi gente con bardella, e soma Gir per la terra a vender legna addosso:

Il fascio vale tre Sesini, e un Grosso, Del qual si tosa in due fiate la chioma, Così la mala povertà gli doma, Di verno scalzi, e pochi panni addosso:

Pan di Saggina, di Miglio, e di Vecce, Son le vivande della Pecorella, Vin d'Aquilea, e coltrice di Secce: Veste di Capra, milze, ossa, e budella,

Corpo in cappuccio, e radici in corteccie Condite nel morchion della padella: E pur con le mantella S'acciacca il corpo, e conciansi le cuoia

Per far vagine di vetro di troia; Dìasili, benché muoia, Gridavan, lance, sacca, e mezzi soldi, Bugliando l'uno all'altro de' ser coldi.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
CCCII · Domenico di Giovanni · Poetry Cove