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1404–1449

CC

Domenico di Giovanni

Batista Alberti per saper son mosso Del bel poema di tua rima adorna, Qual sia quell'Animal, che porta corna, E non ha moglie, né nel suo corpo osso.

E la buca, in che ei fugge, porta addosso Quando per violarlo alcun l'attorna; E ogni Liofante se ne scorna Veggendoli una Cupola a bisdosso:

Ne' fruttiferi liti usa di Bacco; E quando arrabbia divora i Pratesi, Che 'l Drago in Cipri non fe' mai tal fiacco: Michel dunque, e 'l Coppino stiensi intesi,

Che spesso se ne vanno empiendo il sacco, Come si vede per questi paesi: E molto par che pesi Il nome suo a certi corpi umani

Per sopranome; e gli omeri montani E' n'andarono vani, E ripiegati, che dice Burchiello, A cinque, e sei di notte pe 'l baccello.

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