Sospiri azzurri di speranze bianche
Mi vengon nella mente, e tornan fuori,
Seggonsi a piè dell'uscio con dolori,
Perché dentro non son deschetti, o panche.
Così le mosche quando sono stanche
Nelle selve de i Barbari, e de' Mori,
Seguitate da fieri cacciatori
Nelle gran nebbie par loro esser franche.
Quei nugoli, che dormon co i piè mezzi
Fanno al liuto mio sì lunga guerra,
Che corda non vi sta, che non si spezzi;
Tanto fe' Diomede in Inghilterra,
Ch'arebbe fatto di lui cento pezzi,
Se non ch'un Nibbio lo levò di terra.
Dice Cato, e non erra
Se la mosca cacasse quanto il bue,
Le rotelle varrebbon molto piùe.