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1404–1449

C

Domenico di Giovanni

Sospiri azzurri di speranze bianche Mi vengon nella mente, e tornan fuori, Seggonsi a piè dell'uscio con dolori, Perché dentro non son deschetti, o panche.

Così le mosche quando sono stanche Nelle selve de i Barbari, e de' Mori, Seguitate da fieri cacciatori Nelle gran nebbie par loro esser franche.

Quei nugoli, che dormon co i piè mezzi Fanno al liuto mio sì lunga guerra, Che corda non vi sta, che non si spezzi; Tanto fe' Diomede in Inghilterra,

Ch'arebbe fatto di lui cento pezzi, Se non ch'un Nibbio lo levò di terra. Dice Cato, e non erra Se la mosca cacasse quanto il bue,

Le rotelle varrebbon molto piùe.

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