Skip to content
1389–1432

XXI

Domenico da Prato

Quando il bel viso di mia donna guardo, qual si sia il sol non so se 'l si pareggia dei razzi il lampeggiar, che ognor fiammeggia, ond'io m'accendo e poi dentro al cor ardo.

Né credo ch'altro sia d'amore il dardo che delle trezze nitide la greggia, né che il regno venusto altrove seggia che nel cospetto suo modesto e tardo.

Lieta tra le mortali ostende il coro serapico e candente il suo colore, qual d'ogni nostra umanità si spoglia. Dipinto porta con lettere d'oro:

«Chi cerca fuor di me non truova amore, né vuol, né può più ch'io mi possa o voglia».

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
XXI · Domenico da Prato · Poetry Cove