Quando il bel viso di mia donna guardo,
qual si sia il sol non so se 'l si pareggia
dei razzi il lampeggiar, che ognor fiammeggia,
ond'io m'accendo e poi dentro al cor ardo.
Né credo ch'altro sia d'amore il dardo
che delle trezze nitide la greggia,
né che il regno venusto altrove seggia
che nel cospetto suo modesto e tardo.
Lieta tra le mortali ostende il coro
serapico e candente il suo colore,
qual d'ogni nostra umanità si spoglia.
Dipinto porta con lettere d'oro:
«Chi cerca fuor di me non truova amore,
né vuol, né può più ch'io mi possa o voglia».