Qual forza, qual destin, quale aventura
in sì trista spilunca m'ha piantato,
che volger non mi posso in alcun lato,
dove sterpi non truovi, onde paura
fanno a l'alma dolente? E poi più dura
ogni fera vi truovo, e l'afannato
animo trema, d'ogni ben privato,
dicendo: «Amor, deh, poni a questo cura!»
E perché chiamo Amor per mio soccorso?
Perch' e' suol de' suoi servi essere guida,
movendosi a piatà, quando che sia.
Ma io mi veggio da ogni parte morso
in questa scura selva, e sento strida
d'Arpie, che han sbigottita l'alma mia.
Qual per me priego fia
innanzi a Giove de' miei afanni gravi,
che di questa Ida o Libbe omai mi cavi?