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1389–1432

XII

Domenico da Prato

Com' uomo spaventato il viso tegno; in mare essendo, veggio venir l'onda ver me gonfiata, onde l'animo affonda. Per soccorrer mi movo il tristo legno:

Giuno, Fortuna, Eolo mi dan segno. Vento non crollò mai sì in alber fronda, onde a pregare Dio corro alla sponda, come il nocchier, ch'è di paura pregno.

O Fati, quale è quel tanto crudele che mia voce non ode che si stracca? Nulla mi val, ché pur son giunto a morte. Portane il vento le stracciate vele,

veggio la pioggia che l'albero fiacca, ond'io sto in sulla proda e piango forte.

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XII · Domenico da Prato · Poetry Cove