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1389–1432

X

Domenico da Prato

Meridïana luce, in cui sua spera Fetonte ha posto con ogni splendore, tu porti afigurato dio d'amore, qual corona t'ha posto, o donna mera,

con segno d'umiltà, ché non è fera che non aümiliasse dentro al core, non che a me, al guai hai tolto ogni valore, quando fiammeggia in me la tua lumera.

Canti il bel Filomena in sulle fonti di costei, e lasci ogni verso gradito, e in ciel novelle portin gli augelletti. Onor li fate, o dee, o piagge, o monti!

Non lascio, perché io d'altrui impedito, che io non canti d'amor per lei versetti.

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