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1389–1432

V

Domenico da Prato

Ne' novelli anni della dolce etade privi la nostra vita, la qual da morte è fatta sbigottita. Amore, omai di Pietà gli occhi, desta

e procura di noi, a gran martiri. Come Fortuna al fondo ci molesta! Priega che quella rota più non giri, sì che i gravi sospiri

tornino in canto alla tua maestade! Ne' novelli anni della dolce etade privi la nostra vita, la qual da morte è fatta sbigottita.

Se questo per noi fai, le triste piaghe medicate seran, donna piatosa, concedendoci poi le donne vaghe, che, innamorate, ciascun' è bramosa;

mostrasi vergognosa, Per mantener con l'onore amistade. Ne' novelli anni della dolce etade privi la nostra vita,

la qual da morte è fatta sbigottita. Noi sappiam ben che donna innamorata timida sta, perché a nullo si scopra; nulla dimostra per star più celata,

ma a queste tali, Amor, tu' ingegno adopra; mostragli come copra dello amante il voler con sua onestade. Ne' novelli anni della dolce etade

privi la nostra vita, la qual da morte è fatta sbigottita.

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