Ben ch'io non sia quale i versi cantâro
vostri, ché sempre di virtù mancai,
pur lieto il vostro dir dolce accettai,
qual parmi avere udito altrove raro,
mosso a compassïon del pianto amaro,
che in voi rinfresca, e che tanto provai
per simil forza, che quasi passai
dove son quei, che per amor migrâro.
Reïterando, il ciel non ci fé torto
se i preziosi monil tra le pudiche
alme, onde il tribunal di Iove onora,
prestocceli ei, e l'uno e l'altro ha assorto.
Dunque prendiamo il mezzo per rubriche,
che darci pace d'ogni estremo fora.