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1389–1432

Risposta di Domenico da Prato per Michele Tafani

Domenico da Prato

Poi che per poesia venuti siàno ambo a parlar con fraternale amore, se la vaga aüdenzia, il gentil core vostro ha di me sentito il dir non sano,

d'esser salito al monte nulla cano, dov'Elicona sparge il grande odore, le ninfe di Pennea con lor splendore serto adornando al vostro dir sovrano.

Però, se udito avete quivi donde il sommo Giove fior nome formollo, che io segua del Tafan l'opre gioconde, è ver che come lui il verso follo

de' ruscelletti e le fonti alle sponde, cantando grosso, ché altro far non sollo. Non vi meravigliate, se ' tormenti alla risposta han fatti i sensi lenti.

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