Poi che per poesia venuti siàno
ambo a parlar con fraternale amore,
se la vaga aüdenzia, il gentil core
vostro ha di me sentito il dir non sano,
d'esser salito al monte nulla cano,
dov'Elicona sparge il grande odore,
le ninfe di Pennea con lor splendore
serto adornando al vostro dir sovrano.
Però, se udito avete quivi donde
il sommo Giove fior nome formollo,
che io segua del Tafan l'opre gioconde,
è ver che come lui il verso follo
de' ruscelletti e le fonti alle sponde,
cantando grosso, ché altro far non sollo.
Non vi meravigliate, se ' tormenti
alla risposta han fatti i sensi lenti.