Febo e Dïana e l'altre cose belle
che 'l cielo adornan, convienci ubidille:
deh, non ti lamentar, se vuoi serville,
ben che ti dolga loro aspre quadrelle!
Mercurio, Apollo, Minerva è con quelle;
da lor le menti non debbiàn partille,
ché 'l scendere e 'l salir lor sante ville
sta nel voler di Giove e sue fiammelle.
Se te la forza di Venere atterra,
non ti meravigliar, ma il colpo spunge
il suo figliuol Cupido: a lui t'afferra;
perch'egli è quel che ogni amante congiunge
insieme, e 'l dardo di sua madre sferra:
questi è colui che ta' pene disgiunge.
E già non vien da lunge
il suo soccorso; e però ti rafrena,
e poni alquanto al tuo lamento lena.