Francesco mio, voi siete tutto intento
a que' bei studi, che fan l'uom felice,
e come quei, cui guerra non indice
Amor, vivete fuor d'ogni tormento.
Io, come soglio pur, seguo 'l mi' 'ntento,
ché piacer d'altr' obietto non m'allice.
E perché senza lei sono infelice,
vo empiendo 'l ciel de l'alto mio lamento.
O fortunato, che 'n sì cara pace
raccogliete, vivendo, i cari frutti,
che riposati fan gli affanni vostri.
Quand' avran tregua e miei sospiri e i lutti?
Quand' avrà fin l'exilio che mi sface?
O quand' almen saran lieti gl' inchiostri?