Rettor del ciel, che da stellanti chiostri
contempiendo te stesso il tutto miri,
e ovunque de la mente gli occhi giri,
là con l'essenza tua vero ti mostri;
poiché per emendare i danni nostri
natia pietade t'infiammò i desiri
e ti condusse agli ultimi martiri
de' quai favellan tanti sacri inchiostri.
Quella pietà che mai da te non parte
sia meco e lavi le mie colpe, come
oggi l'altrui lavò il tuo puro sangue.
E se quest'alma fu teco in disparte,
accolgal' or la gloria del tuo nome,
poiché si pente e del suo stato langue.