Poscia ch'al bel Sebeto udir non lice
(colpa del ciel) qual è 'l mio grave duolo,
qui dov'io sono accompagnato e solo,
Tebro, odi quel che la mia lingua dice.
In cielo e 'n terra è sola una Fenice
e un sol, che scalda l'uno e l'altro polo;
solo son io, che dal piacer m'involo,
solo è 'l mio pianto e io solo infelice.
Da dolermi ho ben sempre, che lontano
mi tien Fortuna in questi exilii amari
dagli occhi, ov'albergar solea 'l mio core;
ma s' è pur mio destin ch'io cerchi invano
et al caldo e al gelo terre e mari,
prego finisca morte il mio dolore.